LO STATUTO

 

Universitas Vivariensis

Istituto di studi, ricerche, formazione e servizi per la valorizzazione,
e divulgazione del patrimonio culturale ed ambientale



ARTICOLI: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15
16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30
 
 

 

 





TITOLO I

ARTICOLO 1
Finalità istituzionali, costituzione e denominazione
Per contribuire ad assicurare l'elevazione sociale della persona umana, attraverso la promozione della cultura e dell'ambiente, è costituita, tra quanti sentono la necessità di dare risposte ai problemi che la società pone e vogliono mettere a frutto unitariamente apporti professionali e di esperienza, l'associazione culturale denominata "Universitas Vivariensis".
L'"Universitas Vivariensis" è senza scopo di lucro.
È volta a favorire, nella realtà attuale, il rinnovamento di coscienza e di mentalità, e vuole porre in evidenza le esigenze di emancipazione, manifestate dalla società civile, da ogni forma di condizionamento morale e materiale che solo la cultura può garantire, quale servizio indispensabile alla promozione umana e sociale.
Possono aderire all'"Universitas Vivariensis": in qualità di soci, persone fisiche e giuridiche, nonché enti pubblici e privati; in qualità di affiliati le Associazioni che essendo in possesso dei requisiti indicati all'articolo 4, ne facciano richiesta all'"Universitas Vivariensis".
 
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ARTICOLO 2
Durata e sede
L'"Universitas Vivariensis" ha la durata di anni 99 a decorrere dal giorno della sua legale costituzione e potrà essere prorogata oppure anticipata con deliberazione dell'Assemblea.
L'Istituto culturale ha sede legale in Cosenza - Via Padolisi, Palazzo Orsomarsi.
L'"Universitas Vivariensis" può, per proposta del Consiglio di Amministrazione e deliberazione dell'Assemblea, istituire sedi secondarie ed altri organi rappresentativi in Italia e all'estero.

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ARTICOLO 3
Attività sociali e funzionamento dell'Istituto culturale
L'"Universitas Vivariensis" promuove e svolge in modo continuativo attività di ricerca e di elaborazione culturale documentata e fruibile, volta all'ampliamento delle conoscenze da realizzarsi anche attraverso seminari permanenti, gruppi di studio, corsi, concorsi, attribuzione di borse di studio e attività programmate di diffusione culturale anche mediante collegamenti con istituzioni di ricerca di altri Stati.
L'Istituzione vuole favorire l'avvio concreto di ricerche, sperimentazioni e iniziative per contribuire a creare le condizioni per la conservazione e la ottimale fruizione dei beni culturali e ambientali, quale prezioso patrimonio per le generazioni future.
Affronta le problematiche culturali e ambientali e collabora alla loro soluzione per un incisivo ruolo di recupero agli spazi culturali della forza intellettuale e per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza attraverso la Scuola e le altre strutture sociali.
Attraverso contributi di idee e di iniziative, l'"Universitas Vivariensis" è impegnata, quale preciso impegno morale, a conoscere le realtà culturale e ambientale in tutte le loro espressioni, ed agire rispetto ad esse.
Le finalità istituzionali dell'"Universitas Vivariensis" sono, altresì, rivolte: alla tutela delle minoranze linguistiche storiche con particolare attenzione alla lingua e alla cultura delle popolazioni albanesi e grecaniche e di quelle parlanti l'occitano; agli emigranti italiani nel mondo.
L'"Universitas Vivariensis" prevede l'organizzazione delle attività, articolata in analisi e proposte sulle situazioni emergenti del territorio. I progetti sono interdisciplinari, strutturati in settori di intervento. Analisi e proposte, anche legislative, intorno alle quali rendere partecipi quanti si propongono di diventarne parte attiva.
Per la piena ed ottimale attuazione delle finalità istituzionali, l'"Universitas Vivariensis" si prefigge di:

a.    disporre di un patrimonio bibliografico, archivistico, museale, cinematografico, musicale, audiovisivo, fotografico, qualunque sia il supporto utilizzato, pubblicamente fruibile in forma continuativa;
b.    svolgere e fornire servizi, di valore culturale, collegati all'attività di ricerca e al patrimonio documentario;
c.    sviluppare attività di catalogazione e applicazioni informatiche finalizzate alla costruzione di basi di dati e di immagini che costituiscano strumenti significativi per le attività di programmazione dei Ministeri competenti nei settori dei beni culturali e della ricerca scientifica;
d.    organizzare convegni, mostre e altre manifestazioni di valore scientifico e culturale, in relazione all'attività di ricerca svolta dall'Istituzione e con particolare attenzione alle tecniche ed ai linguaggi multimediali;
e.    svolgere attività editoriale, anche multimediale, e di promozione di pubblicazioni, attinente la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e conforme ai propri fini istituzionali;
f.    svolgere delle celebrazioni per una più approfondita conoscenza di personaggi illustri e di particolari e significativi eventi;
g.    svolgere attività di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale, in relazione all'attività di ricerca svolta dall'Istituzione e con particolare attenzione alle tecniche ed ai linguaggi multimediali;
h.    effettuare scambi culturali e visite di studio;
i.    disporre di una sede adeguata e delle attrezzature idonee per lo svolgimento delle proprie attività;
j.    svolgere le attività sulla base di un programma almeno triennale.
L'"Universitas Vivariensis", può, altresì, promuovere e realizzare la costruzione, l'acquisto, l'ampliamento e l'ammodernamento di immobili inerenti la sede dell'Istituto e ogni altra attività avente in ogni modo attinenza ai propri scopi istituzionali.
L'Istituto provvede all'esercizio della propria attività secondo i piani previsionali annuale e triennale predisposti in relazione alle disponibilità finanziarie.
Per l'adempimento dei suoi compiti, l'Istituto dispone delle seguenti entrate: dei redditi derivanti dal patrimonio di cui all'articolo 11; di ogni eventuale contributo ed elargizione destinati alla attuazione degli scopi statutari e non espressamente destinati all'incremento del patrimonio.
L'Istituto per la realizzazione delle attività previste può utilizzare personale con collaborazioni esterne o per distacco da altri Enti, nonché volontari, nei limiti e con le modalità previste dalle leggi in materia; può accogliere tirocinanti di scuole di specializzazione universitaria e fare richiesta al Ministero competente di obiettori di coscienza che abbiano optato per il servizio civile.

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ARTICOLO 4
Soci e affiliati
L'"Universitas Vivariensis" comprende le seguenti categorie di soci:
a.    Onorari;
b.    Fondatori;
c.    Ordinari;
d.    Sostenitori.
Sono soci Onorari le personalità emerite del mondo culturale che condividono le finalità istitutive dell'"Universitas Vivariensis";
Sono Fondatori i soci che hanno costituito l'Istituto, risultanti dall'Atto costitutivo; sono Ordinari i soci ammessi successivamente all'Atto costitutivo; sono soci Sostenitori coloro i quali sono in grado di apportare un utile contributo al raggiungimento delle finalità sociali.
Possono essere riconosciute affiliate all'"Universitas Vivariensis" le Associazioni senza scopo di lucro che condividono le finalità d'istituto e si propongono di sviluppare iniziative culturali. La domanda di affiliazione comporta l'accettazione delle norme statutarie, regolamentari e degli Organi decisionali dell'"Universitas Vivariensis". Il riconoscimento di affiliazione, previa istruttoria, viene deliberato dal Consiglio di Amministrazione. L'"Universitas Vivariensis" propone lo svolgimento di funzioni di coordinamento delle attività sociali delle Associazioni affiliate. Le Associazioni affiliate si impegnano a versare ogni anno un contributo determinato dal Consiglio di Amministrazione. Alle Associazioni affiliate si applicano, in quanto compatibili, i medesimi diritti e doveri e le norme che disciplinano i rapporti con i soci ordinari.
Il domicilio dei soci, per i loro rapporti con l'Istituto, si intende quello risultante dal Libro dei soci.

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ARTICOLO 5
Formazione del patrimonio
Per garantire il funzionamento dell'Istituto, i soci Fondatori assicurano, ognuno, il conferimento di 200 Euro. Detto conferimento costituisce il patrimonio iniziale dell'Istituto.
I soci Fondatori si impegnano, altresì, al versamento di 50 Euro da destinare al Fondo di Riserva, di 50 Euro per la tassa di ammissione e di 100 Euro quale contributo annuo.
Per i soci Ordinari il conferimento è di 15 Euro per il Patrimonio, di 10 Euro per il Fondo di Riserva, di 5 Euro quale tassa di ammissione e di 25 Euro di contributo annuo.
Per i soci Sostenitori il conferimento è di 1.500 Euro per il Patrimonio, di 750 Euro per il Fondo di Riserva, di 750 Euro quale tassa di ammissione, oltre un contributo annuo stabilito con deliberazioni dei rispettivi Organi decisionali.
La misura dei conferimenti, la tassa di ammissione e i contributi annui dei soci, possono essere variati in sede di bilancio di previsione.

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ARTICOLO 6
Responsabilità dei soci
Per le obbligazione assunte, in nome dell'Istituto, dagli Organi che ne hanno la rappresentanza, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul patrimonio sociale di cui all'articolo 11.

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ARTICOLO 7
Obblighi dei soci
I soci sono obbligati:
a.    all'osservanza di tutte le norme statutarie e regolamentari, nonché delle deliberazioni degli Organi decisionali;
b.    al pagamento della quota di partecipazione;
c.    al pagamento della quota per il Fondo di Riserva;
d.    al pagamento della tassa di ammissione.
    I soci sono tenuti, altresì, al pagamento del contributo annuo, di cui al precedente articolo 5.

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ARTICOLO 8
Domanda di ammissione
Quanti intendono associarsi all'"Universitas Vivariensis" devono avanzare domanda al Consiglio di Amministrazione per iscritto.
La domanda dovrà contenere:
a.    i dati anagrafici e fiscali del richiedente;
b.    la dichiarazione di conoscere lo Statuto dell'"Uni-versitas Vivariensis" e di accettarne le norme statutarie e regolamentari, nonché delle deliberazioni degli Organi decisionali;
c.    la sottoscrizione;
d.    per le persone giuridiche e gli Enti pubblici e privati, la copia conforme dell'Atto deliberativo sottoscritta dal rappresentante legale e i dati anagrafici e fiscali della persona segnalata quale rappresentante in seno all'"Universitas Vivariensis";
e.    per le altre categorie di richiedenti idonea documentazione legale.
La domanda di ammissione sarà esaminata e decisa dal Consiglio di Amministrazione.
La delibera di ammissione diverrà efficace, e sarà annotata nel libro dei soci, dopo che il nuovo ammesso avrà provveduto al pagamento di quanto previsto dal precedente articolo 5.
Trascorso un mese dalla data della comunicazione di ammissione, senza che sia stato adempiuto a quanto previsto dal precedente comma, la delibera diverrà inefficace.

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ARTICOLO 9
Cessazione e recesso
La qualità di socio si perde per recesso, esclusione, morte o estinzione. Il socio cessato non ha diritto alla liquidazione delle somme versate ai sensi e per effetto del precedente articolo 5. La dichiarazione di recesso sarà indirizzata, con lettera raccomandata, al Consiglio di Amministrazione con un termine di preavviso di tre mesi.

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ARTICOLO 10
Esclusione
L'esclusione è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, con la maggioranza dei componenti presenti, nei confronti del socio che:
a.    non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto, della normativa interna e in generale delle deliberazioni adottate dagli Organi sociali;
b.    compia atti gravemente pregiudizievoli agli interessi ed alle finalità dell'Istituto.
Il socio componente il Consiglio d'Amministrazione non ha diritto a voto sulla delibera che riguarda la sua esclusione.
È fatta salva ogni ulteriore azione dell'Istituto nei confronti del socio inadempiente.

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TITOLO II

ARTICOLO 11
Patrimonio
Il patrimonio dell'Istituto è illimitato ed è così costituito:
a.    dalle somme versate a titolo di liberalità dai soci;
b.    dal Fondo di Riserva, derivante dai conferimenti di cui al precedente articolo 5, destinato a far fronte a necessità impreviste o straordinarie indifferibili dell'Istituto;
c.    da contributi, elargizioni e finanziamenti della Comunità Europea, dello Stato, della Regione Calabria, di Enti pubblici e privati, espressamente destinati all'incremento del patrimonio;
d.    da altri beni patrimoniali;
e.    da donazioni, lasciti, legati ed altri contributi di terzi a fondo perduto.

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TITOLO III

ARTICOLO 12
Esercizio sociale e bilancio
L'esercizio sociale decorre dal primo gennaio e si chiude con il 31 dicembre di ogni anno.
Il primo esercizio si chiude con il 31 dicembre dell'anno 2000.
Ogni anno l'Assemblea approva:
a.    entro il 30 aprile il bilancio consuntivo annuale corredato da una relazione analitica sull'attività svolta;
b.    entro il 30 dicembre il bilancio preventivo e il programma delle attività per il triennio successivo.
Non avendo l'Istituto scopo di lucro, gli eventuali utili saranno reinvestiti, al più tardi, entro l'esercizio successivo a quello in cui sono stati conseguiti, ovvero entro il termine massimo stabilito dalle leggi vigenti in materia.
A tal fine, gli utili devono essere accantonati in bilancio in un apposito fondo del passivo, vincolato alla realizzazione di investimenti fissi o di iniziative rientranti nell'oggetto dell'Istituto.
I soci non hanno diritti sul patrimonio dell'Istituto.

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TITOLO IV

ARTICOLO 13
Organi dell'Istituto
Sono organi dell'Istituto:
a.    l'Assemblea;
b.    il Consiglio di Amministrazione;
c.    il Rettore;
d.    il Collegio dei Revisori dei Conti.
e.    il Coordinatore del Comitato Culturale;
f.    il Direttore Generale.

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ARTICOLO 14
Assemblea
L'Assemblea è composta dai soci.
L'Assemblea è convocata in sessione ordinaria almeno due volte l'anno, rispettivamente per l'approvazione della relazione sull'attività svolta e del relativo conto consuntivo nel primo quadrimestre, e del bilancio di previsione e relativo programma di attività entro il 30 dicembre.
L'Assemblea è altresì convocata in via straordinaria tutte le volte che il Consiglio di Amministrazione lo ritenga necessario o quando lo richiedesse almeno un quinto dei soci, o il Rettore dell'Istituto, e, nei casi previsti dalla legge, il Collegio dei Revisori dei Conti.
L'Assemblea è convocata e presieduta dal Rettore dell'Istituto, a termine del presente Statuto, secondo le norme di cui al successivo articolo 22, con lettera, fax o e-mail inviata 15 giorni prima della data di convocazione e contenente l'ordine del giorno, l'ora, il giorno e il luogo della prima e della seconda convocazione.
La seconda convocazione non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima.
In caso di urgenza, le assemblee straordinarie potranno essere convocate mediante telegramma, spedito almeno 48 ore prima della data di convocazione, contenente l'ordine del giorno, l'ora, il giorno, e il luogo della prima e seconda convocazione.
Le funzioni di Segretario dell'Assemblea sono esercitate dal Direttore Generale dell'Istituto, che partecipa alle sedute con diritto di voto.
L'Assemblea è validamente costituita in prima convocazione da almeno la metà dei soci; in seconda qualunque sia il numero dei soci presenti.
Le deliberazioni dell'Assemblea devono constare del verbale sottoscritto dal Rettore e dal Direttore Generale, il quale ultimo può lasciarne copie ed estratti validi a tutti gli effetti di legge.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti, e in caso di parità, prevale il voto del Rettore o di chi ne fa le veci.
L'Assemblea delibera sulle modifiche da apportare allo Statuto con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci presenti, e in caso di parità, prevale il voto del Rettore o di chi ne fa le veci.
I componenti del Collegio dei Revisori non hanno diritto al voto per l'approvazione dei bilanci consuntivi e preventivi e per il promuovimento dell'azione di responsabilità.
Le funzioni dei componenti l'Assemblea sono compatibili con qualunque ufficio retribuito dell'Istituto.

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ARTICOLO 15
Responsabilità e competenze dell'Assemblea
L'Assemblea è il garante istituzionale del perseguimento delle finalità generali dell'Istituto; in quanto tale, spetta ad essa la definizione degli indirizzi generali dell'attività dell'Istituto.
L'Assemblea, pertanto:
a.    fissa il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione;
b.    elegge, nel proprio seno i Consiglieri di Amministrazione;
c.    elegge i membri del Collegio dei Revisori dei Conti anche tra i non soci;
d.    approva il programma delle attività ed il bilancio di previsione;
e.    approva la relazione sull'attività svolta dall'Istituto, nonché il bilancio consuntivo;
f.    delibera sulle modifiche da apportare allo Statuto;
g.    delibera sulla responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori dei Conti;
h.    delibera sulle indennità di carica ai Consiglieri e ai Revisori dei Conti;
i.    delibera su tutti gli altri oggetti che, a norma di Statuto, o di legge, sono ad essa riservati o vengano sottoposti al suo esame.

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ARTICOLO 16
Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione è composto da non oltre 5 membri.
Le funzioni di Segretario del Consiglio di Amministrazione sono esercitate dal Direttore Generale dell'Istituto, che partecipa alle sedute con diritto di voto.
Partecipa, altresì, alle sedute con diritto di voto il Coordinatore del Comitato Culturale.
I Consiglieri eletti durano in carica cinque anni e possono essere rieletti.
Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più amministratori eletti, si provvede alla sostituzione con il primo o i primi dei non eletti. Gli amministratori così nominati restano in carica fino alla scadenza del quinquennio in corso.
Il Consiglio di Amministrazione si riunisce, su convocazione del Rettore, almeno una volta ogni tre mesi ed ogni qualvolta il Rettore lo ritenga opportuno o quando ne fosse fatta motivata richiesta da almeno cinque membri del Consiglio o dal Comitato Culturale o dal Collegio dei Revisori dei Conti.
La convocazione avviene mediante avviso con lettera al domicilio di ciascuno dei componenti, diramato almeno 5 giorni prima di quello fissato per la riunione, con l'indicazione degli argomenti da trattare, l'ora, il giorno e il luogo della convocazione.
Nei casi di urgenza, la convocazione può essere effettuata anche telegraficamente, a mezzo fax o e-mail e senza il rispetto del termine stabilito nel comma precedente.
Per la validità delle adunanze del Consiglio di Amministrazione deve essere presente almeno la maggioranza dei membri in carica.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti, salvo quanto previsto dal precedente articolo 10, in caso di parità di voti prevale quello del Rettore o di chi ne fa le veci.
I Consiglieri eletti che, senza giustificato motivo non partecipano a tre sedute consecutive sono dichiarati decaduti dal Consiglio e sono sostituiti secondo le procedure di cui al quinto comma del presente articolo.
Di ogni adunanza del Consiglio di Amministrazione è redatto un verbale che, debitamente approvato, è sottoscritto dal Rettore e dal Direttore Generale.
I verbali sono riuniti in ordine cronologico in appositi volumi.
Il Direttore Generale è autorizzato a rilasciare, ai soci, copie ed estratti dei verbali, validi a tutti gli effetti di legge.

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ARTICOLO 17
Responsabilità e competenze
del Consiglio di Amministrazione
ll Consiglio di Amministrazione è responsabile del governo generale e della gestione complessiva dell'Istituto, tramite la programmazione delle risorse, l'indirizzo e il controllo delle iniziative.
Il Consiglio di Amministrazione:
a.    elegge nel proprio seno il Pro Rettore;
b.    nomina il Coordinatore del Comitato Culturale.
c.    prende atto della nomina, da parte del Coordinatore del Comitato Culturale, di cui al successivo articolo 19, dei componenti del Comitato stesso;
d.    propone all'Assemblea per l'approvazione, il trattamento giuridico ed economico del Direttore Generale;
e.    nomina, ove ne ravvisi la necessità, un Vice Direttore Generale, scelto tra i soci dell'Istituto, disciplinando il relativo rapporto, anche per quanto riguarda la sostituzione del Direttore Generale in caso di sua assenza o impedimento;
f.    per proposta del Direttore Generale definisce le linee della politica per il personale ed in particolare propone la pianta organica del personale e le norme relative alla disciplina del rapporto di lavoro e delibera le nomine e le promozioni del personale di ogni ordine e grado;
g.    propone agli organi competenti le modifiche allo Statuto;
h.    istituisce, quando ne ravvisi la necessità, su materie di propria competenza, commissioni con funzioni consultive, determinandone le attribuzioni ed i compensi per i membri che non facciano parte del Consiglio;
i.    predispone entro il 30 novembre di ogni anno il piano previsionale;
j.    predispone entro il 15 marzo il bilancio consuntivo, corredato da una relazione sull'andamento della gestione sociale;
k.    sottopone all'Assemblea dei soci, entro il 30 aprile, la relazione sull'attività svolta ed il bilancio di tale attività;
l.    predispone e sottopone all'Assemblea i regolamenti interni per i funzionamenti dell'Istituto;
m.    esamina e decide la domanda di ammissione dei nuovi soci;
n.    prende atto della dichiarazione di recesso dei soci, dandone comunicazione all'Assemblea;
o.    delibera i criteri e le modalità di assunzione dei dipendenti dell'Istituto;
p.    delibera sulle liti attive e passive;
q.    propone all'Assemblea l'istituzione, il trasferimento, la soppressione, sentito il Direttore Generale, delle sedi secondarie ed altri organi rappresentativi di cui all'articolo 2;
r.    delibera le convenzioni e i contratti;
s.    delibera l'assunzione e la dismissione di partecipazioni;
t.    può delegare i suoi poteri al Rettore o al Comitato Culturale.
 
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ARTICOLO 18
Indennità di carica
Al Rettore dell'Istituto, al Pro Rettore, ai Consiglieri di Amministrazione, ai membri del Comitato Culturale e al Direttore Generale, compete una medaglia di presenza per la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Culturale. In una stessa giornata non può essere corrisposta più di una medaglia.
A tutti i membri del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Culturale, nonché al Direttore Generale, che si rechino fuori della propria residenza per ragioni del loro ufficio, spettano il rimborso delle spese di trasporto e soggiorno ed una diaria giornaliera.
Fatti salvi i casi espressamente regolamentati dalla legge, l'ammontare della medaglia di presenza e della diaria è determinata dall'Assemblea.

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ARTICOLO 19
Comitato Culturale
Il Consiglio di Amministrazione nomina il Coordinatore del Comitato Culturale, tra le personalità distintesi nei campi di attività dell'Istituto e dalle comprovate capacità progettuali ed organizzative.
Il Coordinatore sovrintende di concerto con il Rettore e il Direttore Generale alle attività dell'Istituto, convoca, presiede e formula l'ordine del giorno delle adunanze del Comitato Culturale.
Il Comitato Culturale è costituito:
a.    dal Coordinatore del Comitato Culturale;
b.    da cinque a undici componenti di riconosciuta professionalità nei settori della cultura e dell'ambiente, nominati dallo stesso Coordinatore del Comitato Culturale.
Il Rettore dell'Istituto, il Pro Rettore e il Direttore Generale partecipano ai lavori del Comitato Culturale con diritto di voto.
Il Direttore Generale esercita le funzioni di Segretario del Comitato Culturale.
I membri del Comitato culturale durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati.
I nuovi membri nominati dal Coordinatore del Comitato Culturale, o quelli nominati in sostituzione di quanti ne venissero a mancare nel corso del mandato, restano in carica per il periodo residuo del mandato stesso.
Il Comitato Culturale si riunisce ogni qualvolta le esigenze dell'Istituto lo richiedono, su avviso di convocazione del Coordinatore del Comitato Culturale o di chi ne fa le veci, da inviarsi con un anticipo di due giorni, e, in caso di urgenza, anche successivamente a mezzo telegramma, fax, e-mail o fonogramma.

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ARTICOLO 20
Responsabilità e competenze del Comitato Culturale
Al Comitato Culturale spettano tutti i poteri per la programmazione e lo svolgimento delle attività sociali dell'Istituto , che non sono riservati all'Assemblea o al Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Culturale è tenuto a presentare annualmente al Consiglio di Amministrazione una relazione sull'attività svolta.
Il Comitato Culturale in particolare:
a.    definisce gli schemi del programma delle attività dell'Istituto per le valutazioni del Consiglio di Amministrazione;
b.    predispone la bozza della relazione sull'attività svolta dall'Istituto per le valutazioni del Consiglio di Amministrazione;
c.    propone al Consiglio di Amministrazione i criteri di carattere generale per le condizioni relative alle attività; le misure organizzative, approvando criteri, procedure, livelli e deleghe di responsabilità operativa; i criteri ed indirizzi specifici di acquisizione ed uso delle risorse e di intrapresa delle iniziative;
d.    verifica l'opportunità delle iniziative di promozione e sviluppo e la loro coerenza con obiettivi generali e specifici;
e.    verifica i risultati economici e qualitativi delle attività realizzate.

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ARTICOLO 21
Rettore
Il Rettore dell'Istituto è nominato dall'Assemblea, sentiti i soci Fondatori.
Egli dura in carica cinque anni e può essere riconfermato. Cessa comunque dalla carica al compimento dell'ottantesimo anno di età.

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ARTICOLO 22
Responsabilità e compiti del Rettore
Il Rettore:
a.    ha la legale rappresentanza dell'Istituto;
b.    convoca e presiede l'Assemblea e il Consiglio di Amministrazione;
c.    partecipa alle riunioni del Comitato Culturale;
d.    formula l'ordine del giorno delle adunanze dell'Assemblea e del Consiglio di Amministrazione, di concerto con il Direttore Generale. È tenuto, altresì, ad iscrivere gli argomenti indicati da almeno un terzo dei componenti gli Organi Collegiali;
e.    in caso di urgenza provvede ad esercitare i poteri del Consiglio di Amministrazione, comunicando le decisioni assunte al Consiglio stesso nella prima successiva riunione;
f.    esercita gli altri poteri che gli siano delegati dal Consiglio di Amministrazione;
g.    rappresenta a tutti gli effetti l'"Universitas Vivariensis" di fronte a terzi ed in giudizio.
Il Rettore nei confronti della gestione complessiva dell'Istituto ha compiti di promozione e sviluppo delle iniziative nonché di indirizzo e coordinamento dei programmi operativi.
In particolare:
a.    mantiene i contatti e le relazioni con i soggetti, gli Enti, e gli organismi interessati o interessabili alle attività dell'Istituto;
b.    promuove e cura lo sviluppo di iniziative istituzionali nell'ambito delle finalità generali dell'Istituto, secondo indirizzi e criteri definiti dall'Assemblea, dal Consiglio di Amministrazione e dal Comitato Culturale;
c.    è responsabile dell'elaborazione degli schemi di bilancio preventivo e di conto consuntivo che sottopone alla valutazione del Consiglio di Amministrazione;
d.    verifica la coerenza degli strumenti e dei criteri di gestione operativa adottati dalla struttura con le esigenze di economicità ed efficacia dell'azione operativa dell'Istituto.
Per l'assolvimento di compiti a lui assegnati, il Rettore si avvale del supporto e della collaborazione della struttura dell'Istituto e in particolare del Coordinatore del Comitato Culturale e del Direttore Generale.
Il Rettore per l'assolvimento delle sue funzioni riceve un compenso annualmente proposto dal Consiglio di Amministrazione e approvato dall'Assemblea.

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ARTICOLO 23
Pro Rettore
Il Pro Rettore sostituisce il Rettore a tutti gli effetti, in caso di sua assenza o impedimento.
Quando anche il Pro Rettore si assenta o è impedito l'ufficio del Rettore è tenuto dal membro del Consiglio di Amministrazione più anziano nella carica di Consigliere o, in caso di parità, più anziano di età presente in Consiglio di Amministrazione.
 
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ARTICOLO 24
Direttore Generale
Il Direttore Generale è nominato dal Rettore dell'Istituto, tra i soci Fondatori.
Ha lo stato giuridico ed economico fissato dall'Assemblea su proposta del Consiglio di Amministrazione.    
Il Direttore Generale partecipa ai lavori del Comitato Culturale, del Consiglio di Amministrazione e dell'Assemblea con diritto di voto e ne esercita le funzioni di Segretario.
È responsabile dell'efficienza operativa dell'Istituto, e adempie, in particolare, i compiti indicati nell'articolo seguente.

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ARTICOLO 25
Responsabilità e competenze del Direttore Generale
Il Direttore Generale:
a.    provvede all'esecuzione delle deliberazioni degli Organi dell'Istituto, sovrintende a tutte le strutture organizzative e ne è responsabile;
b.    adotta i provvedimenti a lui riservati dal regolamento del personale e propone quelli di competenza del Comitato Culturale e del Consiglio di Amministrazione;
c.    è responsabile della gestione delle risorse professionali e tecniche;
d.    assicura il coordinamento e la supervisione dell'attività della struttura tecnico-amministrativa;
e.    definisce i criteri della gestione operativa;
f.    assicura l'elaborazione dei dati necessari per l'impostazione degli schemi di bilancio preventivo e consuntivo;
g.    predispone le analisi di fattibilità e compatibilità e la disponibilità di risorse.

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ARTICOLO 26
Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre membri effettivi di cui uno Presidente e due supplenti, nominati dall'Assemblea anche tra i non soci.
I Revisori durano in carica un quinquennio decorrente dalla data della relativa nomina e possono essere confermati.
In caso di morte, di rinunzia o di decadenza di un Revisore scelto nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti o negli albi professionali, subentra il supplente iscritto nel ruolo o negli albi suddetti. Se si tratta di un altro Revisore, subentrano i supplenti in ordine di età.
I nuovi Revisori restano in carica fino alla prossima Assemblea, la quale deve provvedere alla nomina dei Revisori effettivi e supplenti necessari per l'integrazione del Collegio.
I nuovi nominati scadono insieme con quelli in carica.
Se con i Revisori supplenti non si completa il Collegio dei Revisori dei Conti, deve essere convocata l'Assemblea perché provveda all'integrazione del Collegio medesimo.
I membri del Collegio dei Revisori dei Conti intervengono alle riunioni dell'Assemblea e del Consiglio di Amministrazione.
Ai Revisori, è inviata comunicazione delle riunioni nelle stesse forme ed entro gli stessi termini previsti dal presente Statuto.
Al Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti ed ai Revisori effettivi competono le seguenti indennità di carica:
a.    un compenso annuo fisso;
b.    una medaglia di presenza per la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione; in una stessa giornata non può essere corrisposta più di una medaglia.
La retribuzione annuale dei Revisori deve essere determinata dall'Assemblea all'atto della nomina per l'intero perio-do di durata del loro ufficio.
Ai membri del Collegio dei Revisori dei Conti che si recano fuori della propria residenza per ragioni del loro ufficio spettano il rimborso delle spese di trasporto e soggiorno e una diaria giornaliera.
Le medaglie di presenza e le diarie sono attribuite nella medesima misura e con le modalità previste per i membri del Consiglio di Amministrazione.
 
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ARTICOLO 27
Libri dell'Istituto
Oltre ai libri ed alle scritture contabili richieste dalla legge, l'Istituto deve tenere:
a.    il libro dei soci;
b.    il libro delle deliberazioni dell'Assemblea, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico;
c.    il libro delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione;
d.    il libro delle riunioni del Comitato Culturale;
e.    il libro dei verbali del Collegio dei Revisori.
I soci hanno diritto di consultare i libri di cui alle lettere a) e b), e di ottenere estratti a proprie spese.

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ARTICOLO 28
Scioglimento
L'Istituto si scioglie:
a.    per il decorso del tempo stabilito della sua durata;
b.    per il conseguimento dell'oggetto o per l'impossibilità di conseguirlo;
c.    per volontà unanime dei soci;
d.    per deliberazione dell'Assemblea, presa con il voto favorevole di almeno due terzi dei soci aventi diritto al voto, se sussiste una giusta causa;
e.    per provvedimento dell'autorità governativa, nei casi consentiti dalla legge.

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ARTICOLO 29
Liquidazione
L'Istituto si scioglie nel ricorrere delle circostanze previste dalla legge e dal precedente articolo 28.
L'Assemblea, dichiarato lo scioglimento dell'Istituto deve provvedere alla nomina dei liquidatori stabilendone i poteri.
Nel caso di scioglimento dell'Istituto l'intero patrimonio sociale, soddisfatti i creditori, sarà devoluto a scopo di pubblica utilità; gli eventuali beni mobili e immobili concessi in comodato da Enti pubblici e privati all'Istituto saranno agli stessi riconsegnati.

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ARTICOLO 30
Disposizioni generali
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto si osserveranno le prescrizioni di leggi vigenti in materia.

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