STORIA
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Arena e Dasà
 
Vista di Arena e Dasà, dal castello normanno

 

La storia

Di sconosciuta ma antica origine (a. 1098, sancti Clementis de Arena; a. 1310-11, in Castro Arenarum; a. 1324, petra de arena e Francisco de Arenis; a. 1325, in terra Arenarum; secolo XV, monasterum Sancti Petri de Arenis), probabilmente prese nome da una autorevole famiglia che la tenne in feudo per oltre seicento anni. Aveva sotto la propria giurisdizione i Casali di Acquaro, Brazzaria, Ciano, Dasà, Gerocarne, Limpidi, Migliano, Potamia, Pronia e Simiatone, che costituirono un vasto Stato peraltro sia pure in piccola parte mutilato nel 1497 di alcune terre assegnate in dote a Lancia d’Aragona, sposa di Goffredo Borgia, consanguineo di Papa Alessandro VI. Già capoluogo di un esteso feudo, ha dato i natali a G. N. Conclubet, Ufficiale della resistenza contro la flotta turca ad Otranto (1480); Giuseppe Inglese, poeta e patriota (1823 o 1828 -1911); Salvatore Pagano, Generale e scrittore (1875-1950) e ai basiliani Lorenzo e Pietro, ricordati per le loro virtù. E’ ad Arena che Tommaso Campanella, in fase organizzativa della famosa congiura, dimorò quindici giorni ospite del Marchese. A valle del borgo antico, sovrastato dal poderoso castello normanno, persistono i ruderi del Monastero di San Pietro d’Arena, complesso basiliano di età medievale (1436) dedicato ai Santi Lorenzo e Pietro.

Dal 1206 all’eversione della feudalità

Primo feudatario di una grande casata fu Matteo d’Arena (noto dall’anno 1206), indicato così per la signoria tenuta dalla famiglia Colchebert, Conclubet, Concubet con l’aggiunta di Arena. A Matteo succede il figlio Riccardo. Nel 1268 è signore di Arena, per la prima volta indicata come Contea, il francese Tommaso De Concy. Segue nel 1273, Pietro de l’Isle, e nel 1297 ricompare un altro Arena, Riccardo che è signore del vecchio feudo della famiglia ancora nel 1313. Successore di Riccardo è il figlio Nicola, padre di Giordano, Ciambellano della regina Giovanna, a cui succede il figlio Giacomo. Nicola o Nicolò, figlio di Giacomo, è Conte di Arena dal 1403 al 1456. Sposato almeno quattro volte, una delle mogli è Enrichetta Ruffo, che per matrimonio non consumato, poté poi sposare Antonio Centelles, Marchese di Cotrone. Loise, vita frenetica a fianco di Giovanni d’Angiò, fu il secondo Conte d’Arena, sul quale si mossero accuse non lievi, per cui ebbe la confisca del feudo che venne dato a Ferrante d’Aragona, che lo perse alla calata di Carlo VIII e concesso, nel 1495, ad Antonio de Bayssey, Sire di Langecourt. L’anno dopo, però, Re Federico lo restituiva a Giovanfrancesco Conclubet, figlio unico di Giovan Cola, fratello del Conte Loise. Giovanfrancesco operò talmente bene che lo Stato d’Arena, scomposto per alterne vicende, poté essere ricostituito ed elevato a Marchesato per privilegio di Carlo V del 7 aprile 1536. Dopo la morte del figlio Pierantonio, nel 1544 Arena passa a Giovanfrancesco che nel 1562 vendeva Soreto agli Arduino per 21 mila ducati, e nel 1570 la Baronia di Santa Caterina. Alla sua morte, il 5 gennaio 1582, succede il figlio Carlo, terzo Marchese di Arena. Scipione, quarto Marchese, tenne la signoria dal 1585 al 1635, data della morte, e della successione al figlio Francesco che acquistò dalla Regia Corte la città di Palmi. Nel 1648 succede a Francesco i figli Domenico prima e Andrea, protagonista, nel 1675, di un episodio cavalleresco che gli costò la vita ed a Giacomo Milano Franco, Marchese di San Giorgio, l’esilio da Napoli. Ad Andrea successe il figlio Riccardo che, morto tredicenne il 31 luglio 1678, chiudeva il plurisecolare preminenza della famiglia d’Arena. La successione de jure passa a Giosia Acquaviva d’Aragona, cugino germano di Riccardo, che morirà in Arena il 9 novembre 1679 durante le operazioni legali per la presa di possesso del feudo. Il figlio Giovan Geronimo, non volendo muoversi da Atri, nel 1684 smembrava e si disfaceva del feudo, vendendo Palmi a Giuseppe Coscinà, e poi nel 1694 Arena a Girolamo Caracciolo, per 158.000 ducati, al quale Re Carlo II concedeva un nuovo titolo di Marchese di Arena. Fabrizio Caracciolo, secondo Marchese di Arena, e Duca di Soreto, succede al genitore il 29 marzo 1734. Con la rinuncia al feudo del primogenito Michele, Arena passa, dal 1769 al 1790, al secondogenito, Tristano. Quarto Marchese di Arena, ed ultimo intestatario prima delle leggi eversive è Pasquale Caracciolo.

Notizie in breve

1315 - La Chiesa di San Giorgio, dal 1315, era di jus patronato Regio.
1436 - Fondazione del Convento dei Basiliani, dedicato ai Santi Lorenzo e Pietro e di quello dei Conventuali, intitolato a San Nicola.
1445 - Contava 560 fuochi.
1480 - Sotto la guida del feudatario, con slancio Arena si schierò con Luigi d’Angiò con numerosi uomini contro i turchi che assediavano Otranto (1480), per questo il feudatario ottenne una particolare benedizione da parte di San Francesco di Paola.
XV secolo - La Chiesa di San Giovanni, nel XV secolo, era di jus patronato Regio.
1532/1595 - Nella tassazione del 1532, Arena con i suoi Casali era segnata di 330 fuochi, in quella del 1545 per 550, nella seguente, effettuata nel 1561, per 618, per 706 in quella del 1595.
1638 - Il terremoto del 1638 distrusse 109 case e danneggiò le Chiese Parrocchiali e il Monastero dei Conventuali.
1642 - La Chiesa di Santa Maria della Misericordia viene fondata da Girolamo Maculi, di Mileto, il 15 aprile 1642.
1648 - Nella tassazione del 1648 contava 706 fuochi, mentre in quella del 1660 per 940 fuochi.
1656 - L’epidemia di peste che nel 1656 fece migliaia di vittime nel Vicereame, in Arena causò la morte di 670 persone.
1659 - Il terremoto del 1659 non risparmiò Arena, causandovi danni d’ogni genere, coinvolgendo i Casali di Gerocarne, Migliano, Pronia e Brazzara.
1700 - Alla fine del secolo XVIII Arena contava 990 fuochi, mentre negli ultimi anni del 1700, quando il conteggio non si faceva più a fuochi, gli abitanti erano 1.611.
1783 - Ancora più disastroso dei precedenti fu il terremoto del 1783, che provocò la morte di 33 persone (13 uomini - 12 donne - 8 ragazzi) e fece danni per 180 mila ducati.
1791 - Ai danni del 1783 si aggiunsero poi, quelli del sisma del 12 ottobre 1791.
1799 - L’ordinamento amministrativo disposto dal Generale Championnet nel 1799 includeva Arena nel Cantone di Tropea.
1806 - La legge francese del 1806 considerava la città Luogo nel Governo di Soriano.
1811/1816 - Il riordino del 1811 e la legge borbonica del 1816 ne facevano un capoluogo di Circondario comprendente i comuni di Arena, Dinami, coi suoi villaggi di Melicuccà e Daffinà, Acquaro con i villaggi d Limpidi e Semitoni, Dasà con Bracciara.
1815/1849 – Gli abitanti passano a 1.755 nel 1815, a 1.801 nel 1821, a 1.978 nel 1830 e a 2.599 nel 1849.
1820 - Per decreto del 9 settembre 1820 veniva costituita ad Arena una brigata a piedi del corpo di Gendarmeria Reale.
1855 – Arena ebbe forti danni per la catastrofica alluvione del novembre 1855.
1857 – Le Parrocchie di Santa Maria de Latinis e Santa Domenica, per decreto 4 luglio 1857, sono unite ed incorporate sotto il nome di Santa Maria de Latinis.
1860 - Al Plebiscito del 1860 espresse 493 si e 3 no.
1861/1931 – Gli abitanti passano dai 2.318 del 1861, a 2.441 nel 1871, a 2.432 nel 1881, a 2.787 nel 1901, a 3.282 nel 1921 e a 2.357 nel 1931.
1946 - Al Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, Arena votò Monarchia 936 e Repubblica 613.
1951 - 3.565 abitanti nel 1951.
1961 - 3.091 abitanti nel 1961, così suddivisi: Arena 2.742, Cucche 145, Tantighi 52, case sparse 118, Castagnitello 34 e case sparse 34.
1971 - Nel censimento del 1971 ad Arena risultano 2.706 abitanti: 2.399 nel centro, 79 nella località Cucche, 25 in Fossa, 50 in Tantighi, 20 in Umbro e 103 in case sparse; nella frazione Castagnitello, costituita da case sparse, 30.
1981 - Nel 1981 i 2.338 abitanti erano così suddivisi: 2.026 in Arena, 18 in Cerasana, 17 in Managò, 259 in case sparse e 18 nella frazione Castagnitello.

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